Saltato in aria tutto il posticcio usuale scenario di gangsterucoli di plastica e sostituito dalla grandeur delle scenografie made in USA, il cinema di Ritchie si mostra in questa occasione ben meno irritante, nonostante le esasperazioni pop dei personaggi e dei richiami agli scritti di Conan Doyle, che ne travisano il frequente lato magico e oscuro come una sorta di avventura di un avo del Professor Langdon di Dan Brown.
Questo remake di di Susanne Bier è anzi forse il suo film più debole, dramma ossessivo in balia di una gelosia morbosa e ingiustificata dove invece destano maggiore interesse quella quotidianità pulviscolare di piccoli luminosi istanti di gioia, quadretti familiari che restituiscono il tepore delle mura di casa quando là fuori tutto è bianco, ricoperto dalla neve, e che invece Sheridan si lascia sfuggire
On-line il trailer di uno dei film più attesi del 2010, ovvero Robin Hood di Ridley Scott, scritto da Brian Helgeland (recentemente al servizio del fratello di Ridley, Tony, e del suo , oltre che sceneggiatore del venturo e promettentissimo di Paul Greengrass), con Russell Crowe nei panni dell’uomo in calzamaglia e Cate Blanchett in quelli di Marian.
Prima monografia dedicata alla vita e all’opera di Sergio Citti, il lungo e accurato saggio di Livio Marchese riconosce al cinema del regista romano, così spesso considerato un semplice emulo di Pasolini, un’unicità di ispirazione, di stile e di sguardo che ha rappresentato l’opposizione della cultura sottoproletaria e ‘borgatara’ alla società dei consumi.
Source: Continue reading »